Una serata fresca ed emozionante quella che si è svolta ieri sera in località Drego, nel territorio comunale di Molini di Triora.

A circa 1100 metri di altitudine, questo territorio, fra i punti panoramici più belli e suggestivi di tutta la provincia è stato per 90 anni il regno di Giovanni Lanteri, detto “Giuvanin”, il più anziano fra i pastori della zona, venuto a mancare poche settimane fa.

Figura molto conosciuta dell’Alta Valle Argentina aveva dedicato tutta la sua vita ai pascoli e agli animali, conservando fino agli ultimi anni uno stile di vita legato unicamente ai ritmi delle stagioni, tra gli alpeggi e le sue pecore brigasche, vivendo in condizioni essenziali e con pochissimi strumenti moderni.

Sul prato dell’Agriturismo “La Fontana dell’Olmo” che fino a pochi istanti prima aveva visto pascolare proprio le pecore brigasche un tempo appartenute all’anziano pastore, circa 300 persone si sono radunate per la proiezione de “Lo Chiamavano Giuvanin”, documentario realizzato da Davide Avena e presentato proprio in queste settimane, poco prima della scomparsa di Lanteri.

L’opera segue un intero anno della vita di “Giuvanin”, dalla primavera fino alle prime nevicate autunnali, attraverso il ritmo delle stagioni e delle attività quotidiane legate alla pastorizia. Un racconto costruito nel corso di numerose giornate di riprese, che ha generato decine di ore di girato poi condensate in circa 1 ora di taglio finale.

Sono proprio parte di coloro che hanno lavorato alla realizzazione del film(da Simone Caridi a Claudio Cecchi, da Roberto Amoretti a Luca Schiappacasse) che hanno allestito una suggestiva sala cinematografica alla aperto, montando su un albero il grande schermo sul quale poi viene fatta partire la proiezione, non prima di una breve presentazione a cura dello stesso regista e di Matteo Oliva e Silvia Bregliano, titolari dell’agriturismo, partecipanti attivi alla realizzazione del documentario e “vicini” dell’anziano pastore.

Le creste dell’Alta Valle fanno da cornice all’evento, che inizia quando gli ultimi, impercettibili raggi del sole stanno sparendo dietro alle montagne a ponente e si conclude con la luna che, nel frattempo, è sbucata alle spalle degli spettatori a levante, illuminando il Passo Teglia e la valle sottostante, sotto un cielo carico di stelle.

L’atmosfera è magica e densa di significato, con la voce del vecchio pastore che, dalle casse dall’impianto audio, risuona ancora una volta fra i pascoli.

Il termine della proiezione viene infine scandito da un lungo applauso.
Seguono brindisi, momenti conviviali, qualche lacrima e il piacere di una bella serata condivisa.