Balenottere comuni a decine, uno zifio con un piccolo, grampi e tursiopi accompagnati dai loro neonati e diversi avvistamenti del capodoglio “Canon” sono alcuni degli incontri che hanno caratterizzato i primi due mesi della stagione di ricerca dell’Istituto Tethys nel Santuario Pelagos.
Il noto progetto Cetacean Sanctuary Research, dedicato alla ricerca scientifica ai fini della conservazione, ha giĂ registrato oltre 130 avvistamenti e osservato 6 delle 8 specie di cetacei regolarmente presenti nell’area.
Il bilancio di questa prima parte della stagione del progetto, giunto quest’anno alla 38esima edizione e ospitato e supportato come sempre da Portosole Sanremo, conferma ancora una volta il Ponente ligure come uno dei principali hotspot del Mediterraneo per i mammiferi marini.
I ricercatori precisano tuttavia che questi risultati sono stati favoriti anche dalle eccezionali condizioni meteomarine della stagione.
Tra gli eventi piĂą interessanti, l’avvistamento di un numero sensibilmente maggiore rispetto agli anni passati di balenottere comuni, il secondo animale piĂą grande del pianeta, concentrate in un’area molto ristretta, tra le 20 e le 30 miglia dalla costa, probabilmente richiamate dall’elevata disponibilitĂ di krill.
Aumentano molto anche gli incontri, 30 in tutto, con i capodogli, l’altra specie di grande cetaceo regolarmente presente nel Santuario Pelagos. Dal profilo della coda e da altre marcature naturali, i ricercatori sono in grado di riconoscere gli individui; oltre ad alcuni giĂ presenti nel catalogo fotografico e finora riavvistati, se ne sono aggiunti di nuovi, tra cui anche femmine con i piccoli e gruppi di giovani, un dato degno di nota considerato che solitamente l’area è frequentata soprattutto da maschi adulti e subadulti.
Per i ricercatori e i partecipanti alla citizen science a bordo della barca “Pelagos” di Flash Vela d’Altura, il centesimo avvistamento della stagione rappresenta sempre un momento speciale. Quest’anno è toccato a un capodoglio maschio di quasi 13 metri, “adottato” da Canon, che da oltre dieci anni sostiene le attivitĂ di ricerca dell’Istituto Tethys; con questo nuovo incontro salgono a tre gli avvistamenti dello stesso individuo effettuati quest’anno.
Ma gli incontri particolari non finiscono qui: relativamente inusuale quello con gli zifii, cetacei normalmente concentrati nei canyon del Savonese e del Genovese e un po’ piĂą difficili da osservare nell’estremo Ponente ligure. Tra questi, anche una femmina accompagnata dal suo piccolo.
Qualche sorpresa anche per quanto riguarda i delfini: da diversi anni, nell’area di studio di Tethys, i grampi si sono fatti piĂą rari di una volta, ma hanno comunque riservato a ricercatori e partecipanti alla citizen science un primo avvistamento stagionale, particolarmente prezioso, di due femmine accompagnate dai rispettivi neonati. Entrambi i piccoli presentavano ancora le caratteristiche pieghe fetali sul corpo, segno che erano nati solo da poche settimane.
Numerosi anche gli avvistamenti, sempre con piccoli, di tursiopi, i delfini tipicamente costieri, monitorati nell’Imperiese anche dall’associazione Delfini del Ponente, così come quelli di stenelle striate, la specie piĂą abbondante del Mediterraneo, osservata, come sempre, con la maggiore frequenza di tutte.
L’elevato numero di avvistamenti e la presenza di piccoli rendono questo inizio di stagione unico e testimoniano l’eccezionale valore naturalistico dell’area.
Tuttavia, l’aumento del traffico marittimo durante l’estate è motivo di preoccupazione per i ricercatori, poichĂ© accresce il rischio di disturbo per i cetacei, in particolare proprio quando sono presenti dei piccoli.
Per questo è fondamentale seguire alcune semplici regole: avvicinarsi esclusivamente da dietro o di lato, mai frontalmente; mantenere una distanza minima di 100 metri; se gli animali si avvicinano spontaneamente all’imbarcazione, mettere il motore in folle; evitare, in ogni caso, di separare i membri di un gruppo.
Il monitoraggio di Tethys nell’area nordoccidentale del Santuario Pelagos, previsto fino a ottobre, prosegue un’attivitĂ di ricerca che da quasi quarant’anni fornisce dati fondamentali per la conoscenza e la conservazione dei cetacei del Mediterraneo.








