luciano zarbano imperia senza padroni

“Nel consiglio comunale di ieri sera un consigliere di maggioranza, professionista molto conosciuto e stimato in provincia, ha attribuito la presunta scarsa comprensibilità della mia esposizione alla mia ‘dizione’”. Il consigliere comunale di opposizione Luciano Zarbano interviene dopo il dibattito in aula e denuncia quello che definisce un episodio di discriminazione legato al suo accento.

“Sono di origine siciliana e non considero il mio accento un difetto da correggere o una colpa della quale scusarmi”, afferma Zarbano. “Criticare il contenuto di un intervento è legittimo. Chiedere maggiore chiarezza lo è altrettanto. Ma spostare il giudizio dalle argomentazioni al modo di parlare significa colpire la persona e la sua provenienza”.

Secondo il consigliere, si tratterebbe di “una forma di discriminazione inaccettabile: quella che considera alcuni accenti autorevoli e altri inadeguati. È un pregiudizio spesso mascherato da ironia o da osservazione tecnica, ma non per questo meno offensivo”.

L’esponente di opposizione rivendica il proprio ruolo istituzionale: “In un’aula consiliare contano la competenza, la correttezza degli atti e la capacità di assumersi responsabilità, non una pronuncia da telegiornale”.

“La mia inflessione racconta le mie origini. Non misura la mia preparazione e non riduce il valore delle mie parole. Accetto ogni critica nel merito, ma non accetto che la mia origine sia usata per delegittimarmi”, aggiunge. “Se il pregiudizio impedisce di ascoltare, il problema non è la dizione di chi parla: è lo sguardo di chi ascolta”.

“La mia origine è ormai nota. Mia moglie è italo-svizzera, nostro figlio è nato in Svizzera e nostra figlia a Roma. Per il mio lavoro di ufficiale dei Carabinieri abbiamo attraversato insieme l’Italia, conoscendone territori, comunità e culture. Poi abbiamo scelto Imperia: un amore a prima vista, diventato casa nostra”, conclude Zarbano.