È stata presentata questa mattina, presso l’azienda Zunino Cactus di Taggia, l’iniziativa “Energetica Taggia, la nostra comunità energetica rinnovabile“, progetto che punta a coinvolgere il comparto agricolo nella produzione e nella condivisione di energia da fonti rinnovabili.
Le aziende agricole saranno protagoniste sia come consumatrici sia come produttrici di energia pulita attraverso l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti di magazzini e serre. La comunità energetica è aperta a persone fisiche, piccole e medie imprese, associazioni, enti del Terzo settore e amministrazioni locali ricadenti nel perimetro della medesima cabina primaria o della zona di mercato di riferimento.
L’obiettivo è favorire benefici ambientali, economici e sociali per i soci e per il territorio, promuovendo l’installazione e la condivisione di impianti alimentati da fonti rinnovabili, con una conseguente riduzione dei costi energetici e un contributo al contrasto della povertà energetica. “Abbiamo un patrimonio di serre molto importante, tra i 400 e i 600 ettari, che può essere riconvertito per produrre energia pulita e dare un contributo concreto all’indipendenza energetica del Paese”, spiega Mariangela Cattaneo, presidente di Cia Agricoltori Imperia. “Utilizzare i tetti delle serre significa valorizzare superfici già esistenti senza consumare nuovo suolo agricolo. È un’opportunità da ampliare perché rappresenta una risposta sia sul piano della sostenibilità ambientale sia su quello della competitività economica delle aziende”.
“Energetica Taggia” gestirà i rapporti con il GSE, l’accesso agli incentivi e la ripartizione dei benefici economici tra gli aderenti. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra cittadini e realtà imprenditoriali del territorio, tra cui la stessa Zunino Cactus, azienda specializzata nella produzione di piante succulente che dispone già di un impianto fotovoltaico da 3.000 kWp installato sulle proprie serre.
Cia Agricoltori Liguria e Cia Agricoltori Imperia hanno promosso il progetto fornendo il supporto tecnico e organizzativo necessario all’aggregazione di aziende e cittadini, con il supporto di ESCo Agroenergetica, società di servizi energetici costituita da Cia e specializzata nel settore agricolo e agroindustriale, che ha curato gli aspetti burocratici e il sistema di gestione e ripartizione dei consumi.
“Zunino Cactus ha saputo cogliere in modo rapido e concreto l’opportunità di valorizzare i tetti delle serre per produrre energia rinnovabile, senza sottrarre ulteriore superficie agricola, una risorsa già particolarmente limitata in Liguria”, afferma l’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Piana. “È un modello che merita di essere ampliato perché rappresenta una soluzione importante soprattutto per le aziende a elevato fabbisogno energetico, coniugando sostenibilità ambientale e sostenibilità economica. Strumenti come questo consentono alle imprese di affrontare le sfide del futuro e di rimanere competitive e innovative. Il futuro energetico della nostra regione lo vedo luminoso: il sole è la nostra principale fonte di approvvigionamento energetico e una risorsa rinnovabile sulla quale dobbiamo continuare a investire, senza compromettere il paesaggio e la bellezza del nostro territorio”.
“La Cia, le aziende agricole, le famiglie e i Comuni dell’entroterra si sono uniti in questa CER per produrre energia da fonti rinnovabili, generando benefici ambientali, rafforzando la coesione sociale e creando importanti opportunità di sviluppo economico”, dichiara il senatore Gianni Berrino. “Un plauso particolare va al suo ideatore, Luca Zunino, affermato imprenditore agricolo nel settore del florovivaismo, che anni fa ha intrapreso con determinazione un percorso complesso e ambizioso, culminato oggi con questo importante traguardo. Questa iniziativa dimostra come l’agricoltura del nostro Ponente ligure, profondamente legata al territorio e custode delle nostre tradizioni, sa essere al tempo stesso moderna, innovativa e protagonista della transizione energetica”.
“Il progetto si inserisce in una strategia nazionale promossa da Cia Agricoltori Italiani attraverso la fondazione Enercia, mentre a Taggia è stata costituita una comunità energetica locale che riunisce produttori e consumatori del territorio”, spiega Rico Farnesi, direttore tecnico di ESCo Agroenergetica. “L’energia prodotta dagli impianti rinnovabili viene condivisa all’interno della comunità, favorendo un utilizzo più efficiente della rete elettrica e generando benefici sia per chi produce sia per chi consuma”.
Farnesi illustra anche un esempio concreto dei vantaggi del sistema: “Un impianto fotovoltaico da 20 kW può produrre circa 25mila kWh all’anno, energia sufficiente per essere condivisa da una decina di famiglie. La condivisione genera un incentivo economico e permette ai consumatori di ottenere un beneficio equivalente, mediamente, al costo di una mensilità della bolletta elettrica ogni anno”.
La partecipazione alla comunità energetica è libera e volontaria. Lo statuto prevede l’adesione gratuita e garantisce ai membri il mantenimento di tutti i diritti dei clienti finali, compresa la possibilità di scegliere liberamente il proprio fornitore di energia elettrica.








