Si è tenuta oggi, 25 giugno, presso il Tribunale di Imperia una nuova udienza del processo a carico di Enrica Massone, accusata di essersi spacciata per medico e di aver lavorato nel 2023 all’ospedale Saint Charles di Bordighera senza averne i titoli. Le contestazioni comprendono falso ideologico, esercizio abusivo della professione medica e truffa.
Nel corso dell’udienza si è svolta l’arringa difensiva dell’avvocato Giovanni Cicerano, che ha contestato l’impianto accusatorio, sostenendo l’assenza di una struttura fraudolenta organizzata e descrivendo la documentazione presentata come caratterizzata da disordine e improvvisazione.
La difesa ha inoltre escluso che l’imputata abbia svolto autonomamente attività medica, affermando che durante il periodo di servizio non avrebbe gestito pazienti né assunto decisioni cliniche, limitandosi ad attività marginali e prive di autonomia operativa.
Secondo la linea difensiva, eventuali irregolarità sarebbero anche riconducibili a carenze nei controlli da parte degli enti e delle società che avevano conferito gli incarichi, evidenziando verifiche preliminari ritenute insufficienti sulla documentazione presentata.
È stata poi affrontata la questione della capacità di intendere e di volere dell’imputata, già oggetto di perizia psichiatrica. La difesa ha sollevato dubbi sull’eventuale incidenza di condizioni cliniche sul controllo delle azioni, ritenendo necessario un ulteriore approfondimento.
La difesa ha concluso chiedendo l’assoluzione o, in subordine, il riconoscimento dell’incapacità totale o parziale di intendere e di volere. La decisione del giudice è attesa nelle prossime ore.








