In qualità di Consigliera di Parità della Regione Liguria, Laura Amoretti ha inviato una lettera al ministro Antonio Tajani in merito alla vicenda che coinvolge Nessy Guerra e la piccola Aisha, che riportiamo di seguito.
“Ministro Tajani,
mi rivolgo a Lei in qualità di Consigliera di Parità della Regione Liguria per sottoporre alla Sua attenzione una vicenda che richiama principi fondamentali di libertà, uguaglianza, dignità della persona e tutela dei diritti delle donne e dei minori, valori che costituiscono il fondamento della nostra Costituzione e trovano riconoscimento nelle normative nazionali, europee e internazionali.
Pur essendo le competenze della Consigliera di Parità principalmente riferite alla promozione delle pari opportunità e al contrasto delle discriminazioni nel mondo del lavoro, esse si inseriscono in una più ampia funzione di tutela dei diritti fondamentali e di contrasto a ogni forma di discriminazione e violenza di genere. È quindi doveroso esercitare il proprio ruolo laddove vi sia una violazione del principio di parità lesiva della dignità della persona.
Pertanto, ritengo necessaria l’attenzione del Governo sulla situazione che coinvolge la cittadina italiana Nessy Guerra e la figlia minore Aisha. Secondo quanto riportato da diverse fonti, la signora Guerra risulterebbe da oltre due anni trattenuta in una condizione di forte limitazione della propria libertà personale da parte di un uomo già condannato in Italia per condotte violente. Tale quadro, ove confermato, impone la massima attenzione delle istituzioni nazionali e una valutazione urgente di ogni strumento di tutela attivabile a favore di una nostra concittadina e di una minore.
La vicenda assume particolare rilevanza anche alla luce delle recenti innovazioni normative introdotte nell’ordinamento, tra cui l’articolo 577-bis del Codice penale, sostenuto dal Suo Governo e volto a rafforzare la risposta dello Stato nei confronti delle condotte violente in ambito familiare e di genere. Proprio in coerenza con tale indirizzo legislativo, appare doveroso che lo Stato eserciti ogni azione utile a garantire la protezione effettiva delle vittime e la loro messa in sicurezza, soprattutto quando si tratta di una cittadina italiana all’estero e di una minore.
Quando sono in gioco la libertà, la sicurezza e la dignità di una donna, nonché il superiore interesse di una minore, le Istituzioni hanno il dovere di attivare ogni strumento disponibile per garantire una tutela effettiva. La capacità dello Stato di proteggere i propri cittadini trova infatti espressione concreta proprio nelle situazioni in cui risultano maggiormente esposti a condizioni di vulnerabilità.
Dietro ogni principio giuridico vi sono persone, storie e vite concrete. Vi è una donna italiana e una bambina il cui benessere deve rappresentare una priorità assoluta dell’azione istituzionale.
Confido pertanto che il Governo voglia valutare con la massima attenzione ogni iniziativa utile, anche attraverso i canali diplomatici e consolari competenti, al fine di garantire la piena tutela dei diritti coinvolti e favorire una soluzione che assicuri protezione, sicurezza e rispetto della persona.
Per Nessy, per Aisha, per tutte le donne che vedono messi in discussione i propri diritti e si aspettano che lo Stato sia presente quando libertà, dignità e uguaglianza vengono minacciate”.







