Il consigliere comunale d’opposizione a Imperia, Ivan Bracco (PD) ha presentato quest’oggi un’interpellanza relativa alla gestione della piscina comunale “Felice Cascione”, sollevando una serie di dubbi sul possibile affidamento dell’impianto alla Federazione Italiana Nuoto.
Nel documento, Bracco premette che l’impianto natatorio “è un impianto pubblico e svolge un servizio pubblico, di proprietĂ del Comune”.
Il consigliere fa riferimento anche al fatto che “sono in atto da parte dell’amministrazione comunale contatti con la Federazione Nazionale Nuoto, di cui un noto esponente dello sport natatorio imperiese risulta essere vicepresidente regionale dello stesso sodalizio, al fine di assegnare la gestione dell’impianto sportivo in argomento a detta Federazione”.
Bracco richiama inoltre una dichiarazione attribuita al vicepresidente regionale della FIN, secondo cui “essendo una federazione nazionale non è necessaria una gara d’appalto e il progetto ha potuto proseguire”.
Nell’interpellanza viene quindi richiamato il quadro normativo e il parere dell’Autorità nazionale anticorruzione, secondo cui “l’art. 5 del D.Lgs. 38/2021 è norma eccezionale e residuale, applicabile solo in presenza di specifici e tassativi presupposti”. Tra questi vengono indicati “unicità della proposta progettuale”, “necessità di riqualificazione dell’impianto”, “piano economico-finanziario che dimostri la sostenibilità dell’intervento”, oltre alle finalità sociali e al rispetto delle soglie previste dal codice dei contratti.
Secondo quanto riportato nel documento, “un passaggio particolarmente interessante del parere ANAC riguarda la qualificazione giuridica del rapporto tra ente locale e associazione sportiva affidataria”, che viene ricondotto a una “concessione di servizi”, caratterizzata dal trasferimento del rischio operativo al concessionario.
Viene inoltre evidenziato che il termine “gratuita” “va inteso come esclusione della corresponsione di un canone periodico da parte dell’associazione al Comune, non come assenza di onerosità del contratto”, poiché il soggetto affidatario “assume l’onere di realizzare i lavori di riqualificazione”, “si fa carico dei costi di gestione ordinaria” e “trae dalla gestione dell’impianto le risorse necessarie a coprire investimenti e costi operativi”.
Bracco sottolinea anche che, secondo l’ANAC, l’art. 5 può applicarsi solo quando vi sia effettivamente “una sola proposta da parte di un solo soggetto” e che, in un’ottica di trasparenza, “sembrerebbe imporre all’ente locale di pubblicare preventivamente un avviso pubblico per verificare l’effettiva unicità della proposta”.
Nella parte conclusiva dell’interpellanza, il consigliere chiede al sindaco di chiarire “se le procedure previste dalle normative e pareri ANAC sopra evidenziati siano state rispettate”, se “sia stato accertato che la FIN risulti essere l’unica associazione interessata alla gestione dell’impianto” e se “risulti essere stato presentato un PEF che evidenzi i canali di credito per sostenere le spese di gestione e investimenti”.
Ulteriori richieste riguardano “da dove emerga che la struttura richieda importanti lavori di rigenerazione, riqualificazione o ammodernamento”, oltre alla posizione del Comune sul mantenimento o meno di eventuali stanziamenti pubblici e sulle forme di pubblicità adottate “ai fini dell’applicazione dell’art. 97 della Costituzione”.








