Per il prossimo anno scolastico al liceo “G.P. Vieusseux” di Imperia è prevista una riduzione del numero delle classi negli indirizzi Scientifico e Scienze Applicate, una misura che ha già suscitato forti preoccupazioni tra studenti e docenti.
A intervenire sono statigli insegnanti, che hanno espresso una posizione critica rispetto ai tagli previsti, sottolineando le ricadute che questi potrebbero avere sull’organizzazione scolastica e sulla qualità della didattica.
“La riduzione del numero di classi in una scuola è sempre un problema, perché le classi sono fatte di persone con le loro storie, sono studenti e insegnanti, sono reti di relazioni costruite negli anni e lavori in corso che spezzare significa fermare” spiegano. “La nostra scuola risulta essere la più penalizzata della provincia, con un taglio davvero cospicuo di classi, a fronte peraltro di un numero di frequentanti che rimane costante negli anni, nonostante il generale calo demografico”.
Nel loro intervento i docenti evidenziano anche una contraddizione tra gli obiettivi dichiarati e la realtà organizzativa che si andrebbe a creare. “Non si può fare a meno di rimarcare il palese contrasto tra l’asserita volontà da parte delle Istituzioni di evitare classi-pollaio, e il calcolo numerico che impone aule densamente popolate, con spazi ridotti e con 30 alunni”.
Tra le criticità segnalate anche il tema della dispersione scolastica. “È del tutto evidente che, di fatto, è impossibile contrastarla efficacemente in classi affollate ed eterogenee”, affermano.
Un altro punto riguarda la sicurezza degli ambienti scolastici. “Gli spazi a disposizione sono quelli progettati quando le classi avevano ben altra consistenza numerica. L’eventuale concessione di deroghe sulla carta non cambia l’effettivo spazio occupato dai banchi e dai corpi di chi in quelle aule deve vivere 6 ore al giorno. Un’aula affollata non è solo invivibile nella quotidianità, ma implica problemi di sicurezza in caso di emergenza”.
I docenti richiamano inoltre le difficoltà didattiche che deriverebbero da classi più numerose. “Un altro contrasto che appare con sconfortante evidenza è quello tra le indicazioni date ai docenti di impostare una didattica individualizzata, che consenta a tutti gli alunni il recupero e la piena realizzazione delle loro potenzialità, e l’ineluttabilità, in classi-pollaio, di attuare invece una didattica di massa”.
Infine, viene sollevata la questione del personale scolastico. “La riduzione del numero di classi in una scuola apre la strada al taglio del personale che, lungi dall’essere attualmente in sovrannumero, si troverà a rincorrere una normalità impossibile da mantenere, segnando purtroppo un involontario ma inevitabile calo nella qualità dell’insegnamento e dei servizi offerti alle famiglie e un’impossibilità di efficace cura nei confronti delle esigenze dei ragazzi che la scuola la vivono”.
La conclusione dell’appello è un invito alle istituzioni competenti a riconsiderare la misura. “Ci auguriamo pertanto che venga tenuta nella giusta considerazione anche la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento, e che a prevalere non siano esclusivamente le considerazioni di risparmio economico. Chiediamo dunque all’Ufficio Scolastico Provinciale di rivedere gli ingenti tagli previsti, che non possono che arrecare pregiudizio all’istruzione dei nostri ragazzi”, concludono i docenti.








