âLa stagione estiva sta per partire e non si sa ancora chi aprirĂ le spiagge e gli operatori continuano a non ricevere risposte ai quesiti sottoposti allâamministrazione su diversi punti da chiarire per poter procedere con il progetto da presentare per la partecipazione alla gara. Ă questo il punto fondamentale che sta emergendo con forza dal confronto sul bando del Comune di Taggiaâ, commenta il SIB, Sindacato dei Balneari della provincia di Imperia di Confcommercio, che sostiene con fermezza le ragioni degli operatori: âSenza certezze non si puĂČ lavorare, non si possono ordinare attrezzature, assumere personale stagionale, programmare servizi e fare investimenti per affrontare la stagione che sta prendendo il viaâ.
âChe le concessioni vadano messe a gara Ăš noto da tempo, ma le tempistiche e le complesse e non chiare condizioni per la presentazione del progetto creano incertezza agli operatoriâ, prosegue. âNonostante le ripetute richieste di delucidazioni sulle incongruenze rilevate, le risposte dellâamministrazione continuano a mancareâ.
âI dubbi sollevati dagli operatori e inviati allâamministrazione per essere chiariti sono molti: criteri non sempre chiari, margini di discrezionalitĂ nelle valutazioni e interpretazioni non univoche. In una gara pubblica questi elementi pesano, perchĂ© senza regole certe e trasparenti il rischio Ăš uno solo: creare confusione invece che concorrenza. Il rischio concreto Ăš quello di trovarsi davanti alla stagione con le spiagge non pronteâ, sottolinea il SIB. âSe i tempi si allungano, infatti, si avranno stabilimenti che aprono in ritardo, servizi ridotti, meno occupazione stagionale e turisti che troveranno disorganizzazione al posto di servizi allâaltezza del territorio. E il danno non sarĂ solo per i balneari, ma per alberghi, ristoranti e commercio in generale. In altre parole per tutta lâeconomia locale, perchĂ© un Comune che vive di turismo non puĂČ permettersi di arrivare impreparato alla stagione estivaâ.
âLa domanda che in tutto questo caos diventa rilevante Ăš: che tipo di turismo vogliamo per il nostro territorio? Trasformare il litorale in un prodotto standardizzato, replicabile ovunque, oppure vogliamo unâidentitĂ vera, fatta di famiglie, lavoratori stagionali, relazioni costruite in decenni che ritroviamo ad ogni nuova stagione e che ci riportano ai nostri ricordi piĂč stretti con quel profumo di âessere tornati a casaâ, con generazioni che si susseguono? Gli operatori stanno chiedendo certezze. Il territorio sta chiedendo organizzazione. Le imprese stanno chiedendo di poter lavorare. Se queste risposte non arrivano subito, la responsabilitĂ sarĂ chiara. PerchĂ© quando una stagione turistica parte nel caos, non Ăš colpa del mercato. Ă colpa di chi doveva programmare e non lo ha fattoâ, conclude il Sindacato Balneari.








