âLâassenza della figura medica nel gruppo di lavoro tecnico regionale incaricato di accompagnare la riorganizzazione del sistema di emergenza 118 rappresenta un elemento di preoccupazione, che rischia di compromettere la qualitĂ dellâintero processoâ. Lo dichiara Enrico Ioculano, consigliere regionale del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione Salute, che ha presentato unâinterrogazione in Regione per chiedere chiarimenti sulla composizione del GdL previsto nellâambito della riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza ligure.
âStiamo parlando di un organismo chiamato a svolgere funzioni decisive: dalla definizione dei protocolli operativi al coordinamento delle attivitĂ fino alla gestione delle delicate fasi di accorpamento delle centrali operative. Escludere la componente medica da questo contesto significa privare il sistema di una competenza fondamentale, soprattutto in un ambito come quello dellâemergenza-urgenza dove la valutazione clinica Ăš centraleâ, prosegue Ioculano.
Il consigliere dem sottolinea come questa scelta si inserisca in un quadro giĂ caratterizzato da forti preoccupazioni rispetto allâaccorpamento tra la centrale operativa del 118 di Imperia e quella di Genova. âLe perplessitĂ espresse da amministratori locali, operatori e cittadini sono numerose e fondate. Anche i sindaci delle principali cittĂ dellâimperiese, seppur tardivamente, hanno manifestato dubbi e contrarietĂ rispetto a un percorso affrettato e non condivisoâ.
âLe dichiarazioni dellâassessore regionale, che ha di fatto respinto queste preoccupazioni confermando la volontĂ di procedere senza modifiche, non contribuiscono a rassicurare il territorio. Anzi, aumentano i timori in vista dellâavvio operativo previsto per il 29 aprile alla vigilia di festivitĂ , su cui permangono molte incognite organizzative e funzionaliâ, prosegue. âDalle informazioni in nostro possesso emerge inoltre un quadro operativo estremamente preoccupante: un solo medico dovrebbe gestire contemporaneamente fino a 12 automediche, 2 elicotteri e unâambulanza infermierizzata. Lo stesso medico sarebbe lâunico interlocutore sanitario per questi mezzi, mentre un solo infermiere dovrebbe raccogliere i parametri e gestire le comunicazioni con le ambulanze sul territorioâ.
âĂ evidente il rischio di un grave sottodimensionamento della Centrale operativa: concentrare su un numero cosĂŹ ridotto di professionisti un flusso cosĂŹ elevato di chiamate e di interventi puĂČ compromettere la tempestivitĂ e la qualitĂ delle risposte. In condizioni di emergenza, medico e infermiere potrebbero non essere in grado di gestire in modo efficace lâintero flusso operativoâ, sottolinea Ioculano.
âUn ulteriore elemento di forte criticitĂ riguarda il tema dellâinformatizzazione e della geolocalizzazione dei mezzi. Anche altre Regioni hanno attuato percorsi di razionalizzazione del sistema 118/112 subordinandoli a una preventiva informatizzazione avanzata, inclusa la piena geolocalizzazione. In Liguria, invece, le radio predisposte risulterebbero installate solo su una parte minoritaria dei mezzi e la geolocalizzazione non Ăš, allo stato, effettivamente attivabile; inoltre, le infrastrutture esistenti non sempre garantiscono neppure adeguate comunicazioni foniche, con conseguente aumento del carico di lavoro per la centrale operativa. Ci si domanda quindi quale documento ufficiale certifichi la completa copertura della geolocalizzazione sul territorio. Per questo Ăš necessario fare chiarezza immediata: chiediamo di sapere perchĂ© i medici siano stati esclusi dal Gruppo di Lavoro e di rivedere una scelta che appare incomprensibile. La riorganizzazione del 118 deve garantire efficienza, sicurezza e qualitĂ del servizio, non puĂČ essere portata avanti ignorando competenze essenziali e le legittime preoccupazioni dei territoriâ, conclude Ioculano.








