gianmarco oneglio

Si apre un caso politico a Imperia attorno all’assessore al Commercio Gianmarco Oneglio, al centro di una delicata vicenda.

Secondo quanto trapela, l’esponente della giunta sarebbe stato denunciato da una sua ex dipendente dello stabilimento balneare Bagni Oneglio, di cui è proprietario, per presunti maltrattamenti in ambito lavorativo. La giovane avrebbe presentato querela ai Carabinieri nel dicembre scorso, in seguito a una lite legata alla gestione del servizio ai tavoli, accusandolo di aggressione fisica e minacce.

L’episodio ha immediatamente assunto anche una dimensione politica. A intervenire è il consigliere di minoranza Luciano Zarbano, che pur richiamando il principio di presunzione di innocenza, solleva interrogativi sulla tenuta istituzionale.

“Nessuno vuole sostituirsi alla magistratura”, dichiara. “Il garantismo resta un punto fermo, ma non può diventare un alibi politico. Qui esiste un piano che viene prima ancora di quello giudiziario: quello della credibilità istituzionale”.

L’assessore Oneglio respinge con decisione la ricostruzione, sostenendo che la vicenda sarebbe stata completamente inventata. Secondo la sua versione, si tratterebbe di una dipendente problematica, con diversi precedenti, licenziata per giusta causa dopo tre richiami scritti legati al lavoro, esprimendo inoltre la convinzione che ogni aspetto verrà chiarito.

Zarbano punta il dito contro le dichiarazioni rese dallo stesso assessore: “Anziché chiarire, aggravano i dubbi. Da un lato afferma di aver appreso la notizia dai giornali, dall’altro mostra di conoscere con precisione l’identità dell’autrice della denuncia. Parole pesanti, che non rassicurano e che fanno sorgere interrogativi sui metodi di gestione della sua azienda e sui possibili riflessi nell’attività amministrativa”.

Da qui le domande politiche: “Può un assessore continuare a svolgere serenamente il proprio incarico mentre su di lui grava una vicenda di questo tipo? Può farlo senza indebolire il ruolo che rappresenta?”.

Il consigliere sottolinea inoltre un altro elemento: “Oneglio non è stato scelto dai cittadini, ma nominato dal sindaco. La sua permanenza in giunta dipende quindi esclusivamente da una scelta politica del primo cittadino, che oggi non può sottrarsi alle proprie responsabilità”.

Nel mirino anche il silenzio dell’amministrazione: “Tenere Oneglio al suo posto non sarebbe una decisione neutra, ma una scelta precisa. Vorrebbe dire che nulla impone una riflessione o un segnale di rigore istituzionale”.

Zarbano richiama infine il recente incontro promosso in municipio dalla Commissione Pari Opportunità sui centri antiviolenza: “Che credibilità possono avere quei messaggi se, di fronte a una vicenda tanto delicata che coinvolge un membro della giunta, la reazione è il silenzio o, peggio, la normalizzazione?”.

E conclude con un appello diretto al sindaco: “Deve dire con chiarezza se ritiene ancora compatibile la permanenza di Oneglio in giunta con il decoro e l’autorevolezza dell’amministrazione. Qui non è in gioco solo il destino politico di un assessore, ma il messaggio che il Comune decide di dare ai cittadini. Aspettare, in casi come questo, equivale già a una scelta. E sarebbe una scelta sbagliata”.