Sul palco dell’Ariston, Sanremo ha voluto celebrare Caterina Caselli con il Premio alla Carriera, riconoscimento per un percorso lungo e ricco di successi.
Era il 1966 quando Caselli esordì al Festival con la sua storica “Nessuno mi può giudicare”, una canzone che, ancora oggi, porta un messaggio chiaro e attuale: la libertà dal giudizio altrui.
Emozionata, l’artista ha commentato: “Scusate, sono un po’ imbarazzata, sono molto onorata di essere qui”.
Oltre al Premio alla Carriera, consegnato dal presidente del consiglio comunale di Sanremo Alessandro Il Grande, Caselli ha ricevuto anche il primo deposito SIAE proprio per “Nessuno mi può giudicare”.
“Sentitevi liberi dal giudizio”, ha ricordato Caselli, sottolineando l’attualità del brano a 60 anni dalla sua uscita. “Sono stata fortunata nella mia vita, ho avuto incontri importanti che mi hanno aiutato in questo percorso”.
Riflettendo sul significato della canzone, ha aggiunto: “‘Nessuno mi può giudicare’ ancora oggi contiene un messaggio importante, rivendica la libertà di giudizio. Grazie a tutte le persone e a tutti gli artisti da cui ho imparato qualcosa”.
Caterina Caselli ha anche voluto ricordare alcuni momenti dietro le quinte della sua lunga carriera: “Quando Bocelli passò dal pop al registro lirico e Phil Collins disse: ‘Ma dov’era nascosto questo qui?'”
Questa sera, l’artista e produttrice, che definisce sé stessa “un po’ meno spavalda” rispetto agli esordi, ha portato sul palco dell’Ariston un messaggio universale: coraggio, indipendenza e libertà dal giudizio.







