video
play-rounded-outline
01:42

Al Palazzo del Parco di Diano Marina da questa mattina e fino alle 18.30 è aperta al pubblico l’esposizione interattiva ‘I Paesaggi delle Caselle‘, cuore della prima giornata dell’iniziativa dedicata alle architetture in pietra a secco.

Un percorso visivo e narrativo che accompagna visitatori e curiosi alla scoperta dell’entroterra ligure attraverso brevi documentari e video immersivi a 360 gradi. Un’esperienza che permette di ‘entrare’ direttamente nei luoghi: si attraversano terrazzamenti, si osservano da vicino le caselle, si esplorano neviere e antiche fornaci da calce, comprendendo funzioni e vita quotidiana di un paesaggio costruito dall’uomo nei secoli. 

Ai nostri microfoni è intervenuto il vicepresidente di Wepesto APS, Nicola Ferrarese.

Le parole di Nicola Ferrarese

“Da questa mattina un’esposizione interattiva con video dedicati alle neviere, alle fornaci da calce e soprattutto alle caselle, espediente ideale per far scoprire luoghi spesso sconosciuti di un territorio a noi così vicino: le nostre valli e le nostre montagne. L’obiettivo è fornire materiali e spunti anche per lo sviluppo dell’outdoor”, ha esordito ai nostri microfoni Nicola Ferrarese di WePesto.

L’iniziativa valorizza in modo concreto il patrimonio rurale in pietra dell’entroterra ligure, spesso poco conosciuto o considerato marginale. La tecnologia diventa così strumento di memoria: grazie ai video immersivi il visitatore non osserva soltanto i manufatti, ma ne percepisce il contesto, il rapporto con il territorio e il lavoro agricolo che li ha generati. Un modo efficace per avvicinare anche i più giovani a una cultura materiale che rischia di restare invisibile agli occhi di chi percorre l’entroterra senza saperne leggere i segni.

“Oltre ai video- ha proseguito- sono stati messi a disposizione visori Meta Quest con riprese a 360 gradi che permettono di immergersi nelle neviere e nei dintorni delle caselle. Gli esperti presenti interagiscono con i visitatori, approfondendo i contenuti dell’esposizione”.

I Paesaggi delle Caselle

L’allestimento rappresenta uno dei momenti principali dell’evento promosso da Wepesto APS insieme al Museo Civico MARM e all’Istituto Internazionale di Studi Liguri, con la collaborazione del Comune. La mattinata si è conclusa con un buon afflusso di pubblico, tra residenti e appassionati di storia locale, mentre nel pomeriggio l’esposizione continua ad accogliere visitatori fino alle 18.30, in parallelo al convegno scientifico in corso nella Sala Margherita Drago.

Nel pomeriggio infatti, dalle 15.00 alle 18.00, il convegno nella Sala Margherita Drago, con un ricco programma di interventi:
“Paesaggi di pietra in età protostorica e romana” a cura di Daniela Gandolfi e Gabriella Stabile Re.
“Dalle caselle alle stelle, dalla pietra a secco alle astronavi” con Paolo Gollo.
“Riabitare i luoghi dell’abbandono” con Daniele Regis.
“Le caselle monumentali del Golfo Dianese” presentate da Giorgio Fedozzi.
“Dalla pietra alla calce al sorbetto, ricordando Gilberto Calandri” con Giampiero Laiolo e Carlo Grippa.
“Memorie del quotidiano tra Faudo e Follia” a cura di Giuseppe Gandolfo.
“La fienagione tra caselle e scaiai” con Natalino Trinchieri.
“Tre matti, dieci caselle” raccontato da Stefano, Andrea e Mauro Viale.

La giornata si concluderà alle 18.00 con l”Aperitivo dei campi’, un momento conviviale con i sommelier FISAR e finger food ispirati alla tradizione contadina.

Domani escursione guidata a San Bartolomeo al Mare

Domani, domenica 22 febbraio, l’esperienza virtuale lascerà spazio a quella reale a San Bartolomeo al Mare, in località Chiappa. “Appuntamento alle 9.30 con la guida Luca Patelli e, sorpresa, con due asini da soma. Il ritrovo è a Chiappa, da dove partirà la visita all’abitato rurale di Bestagnolo che, grazie all’intraprendenza di tre ragazzi – i fratelli Viale di San Bartolomeo al Mare – si è trasformato nella ‘Machu Picchu’ del Ponente ligure”, ha concluso Ferrarese.

Il progetto si inserisce nel solco degli studi e delle ricerche avviate decenni fa da attenti e appassionati studiosi locali, con l’obiettivo di raccordarle e renderle accessibili a un pubblico più ampio attraverso strumenti contemporanei e linguaggi diversi. Una lettura più consapevole del paesaggio, offrendo all’outdoor e alla visita dei luoghi un contenuto culturale spesso sorprendente, utile sia ai residenti sia a un turismo attento e di qualità.

Nel video-servizio a inizio articolo le parole di Ferrarese.