Europa Radicale a Imperia Oneglia ha ribadito in Piazza San Giovanni le ultratrentennali ragioni del SI alla separazione delle carriere dei magistrati, una storica battaglia radicale. Oltre al presidente nazionale di Europa Radicale Igor Boni, erano presenti Gian Piero Buscaglia dell’Associazione Radicale Adele Faccio (GRAF), il Prof. Giustino Languasco e Alessandro Biamonti di Energia DEm Liguria.

Alla fine della conferenza stampa Igor Boni ha rilasciato la seguente dichiarazione: “La riforma costituzionale dell’ordinamento giudiziario, con la separazione delle carriere dei magistrati, è un corollario necessario del principio costituzionale del giusto processo, stabilito dall’articolo 111 della Costituzione che vuole che le parti, accusa e difesa, siano in condizione di parità davanti al giudice terzo e imparziale. Il referendum rende viva la nostra Costituzione e mette finalmente sullo stesso piano accusa e difesa. Solo così può realizzarsi seriamente il processo accusatorio che nel 1989 ha sostituito quello inquisitorio nato dal governo fascista cui pure appartiene la nascita dell’unità delle carriere dei magistrati, ritenuta, dal ministro della giustizia mussoliniano Grandi, più adatta a tutelare gli interessi del regime di governo.

La separazione delle carriere dei magistrati appartiene al cuore della battaglia radicale che portò gli italiani a votare su questo tema già nel 2000 ottenendo una valanga di SI ma non il quorum necessario che in questa occasione non ci sarà (questo è un referendum costituzionale). La riforma inoltre ridurrà drasticamente l’occupazione partitocratica del CSM grazie al sorteggio, che va a colpire il malaffare venuto a galla prepotentemente con il caso Palamara. A chi dice che il referendum non risolverà tutti i problemi della giustizia penale in Italia rispondiamo che questa modifica è solo un tassello. La sua bocciatura, del resto, non solo non renderebbe meno gravi i problemi della giustizia ma sarebbe una occasione persa per fare un passo in avanti verso una giustizia di stampo europeo. Lo ricordiamo: la separazione delle carrirere esiste in quasi tutti gli stati democratici europei; non c’è in Ungheria e non è un caso, oltre a non essere certo un modello da seguire”.