luciano zarbano

“Il già fragile equilibrio biologico e tecnico del depuratore di Imperia rischia di essere messo seriamente alla prova nei prossimi mesi, con l’imminente collegamento allo scarico fognario del comune di Andora“. A lanciare l’allarme è Luciano Zarbano, consigliere comunale d’opposizione del gruppo “Imperia Senza Padroni”.

“L’allaccio è previsto dal Piano Regionale di risanamento delle acque e, sulla carta, l’impianto di Imperia sarebbe stato dimensionato anche per ricevere i reflui andoresi. Inoltre, Andora fa parte del sistema gestito da Rivieracqua, quindi dal punto di vista amministrativo tutto appare regolare”, spiega Zarbano.

Ma avverte il consigliere: “C’è un problema serio che sembra essere stato sottovalutato. Andora conta circa 7.000 residenti in inverno, ma durante l’estate supera abbondantemente le 50.000 presenze. Un aumento enorme, tra i più alti in Italia in rapporto alle dimensioni del comune. Questo significa che, nei mesi estivi, la quantità di acque nere prodotte cresce in modo esponenziale”.

Secondo il consigliere, il nodo principale riguarda le cosiddette vasche di laminazione, grandi serbatoi che servono a raccogliere e distribuire gradualmente i reflui. “Lo scopo delle vasche di laminazione è quello di regolare l’invio dei reflui nelle ore di minor afflusso – soprattutto di notte – quando le fognature di Imperia, Diano e dell’entroterra sono meno cariche. In questo modo il depuratore potrebbe lavorare a regime costante, con maggiore efficienza e sicurezza ambientale. Pare invece che nulla di tutto questo sia stato creato. Senza queste strutture, l’enorme flusso proveniente da Andora rischia di arrivare tutto insieme al depuratore di Imperia”.

Zarbano ribadisce il rischio concreto: “Una portata troppo elevata potrebbe compromettere il delicato processo di depurazione fisico-biologica, fino a bloccarlo. In altre parole, l’impianto potrebbe andare in ‘black-out’. A pochi mesi dalla stagione estiva, esiste un rischio reale: che le acque nere di Andora possano mandare in tilt il depuratore di Imperia. In caso di blocco, l’impianto sarebbe costretto a scaricare in mare reflui non trattati, in violazione delle norme e con gravi conseguenze per l’ambiente, il turismo e la salute pubblica”.

“Ancora una volta ci troviamo di fronte a una mancanza di programmazione e prevenzione”, conclude Zarbano. “Molto probabilmente si interverrà quando l’emergenza sarà già alle porte, invece di pianificare per tempo. Come ‘Imperia Senza Padroni’ chiediamo che venga valutata subito la reale capacità dell’impianto, le misure di sicurezza previste e gli interventi urgenti da attuare prima dell’estate. Il mare, la salute dei cittadini e il futuro turistico del territorio non possono essere messi a rischio per superficialità o cattiva gestione”.