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“L’ultima rivisitazione dei criteri per definire i comuni montani o meno attribuisce alla Regione Liguria ulteriori 14 comuni rispetto alla precedente ipotesi, quindi si passa da 129 a 143. È chiaro ed evidente che non siamo ancora soddisfatti e, se il PD continua a cavalcare una certa psicosi collettiva, lo fa assumendosene le proprie responsabilità. Stiamo lavorando per predisporre, anche per i comuni che sono rimasti fuori in maniera irrituale, normative per farli rientrare”, ha dichiarato oggi ai nostri microfoni l’assessore regionale all’Entroterra e alla Montagna della Regione Liguria Alessandro Piana a margine dell’inaugurazione dei lavori su vasche e condotta irrigua di Villa Faraldi.

Legge Calderoli – Comuni montani

La retromarcia del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli sulla classificazione dei Comuni montani ufficializzata nel corso dell’ultima Conferenza Stato-Regioni è un passaggio importante in un percorso che nelle ultime settimane aveva sollevato forti criticità e tensioni. La classificazione dei Comuni montani in Italia ha superato una fase di stallo grazie a un accordo raggiunto in sede di Conferenza Unificata, che ha coinvolto Regioni, Province e Comuni. Calderoli ha reso noto che la nuova intesa definisce i criteri per individuare i Comuni montani, aggiornando una catalogazione che nella prima ipotesi aveva lasciato fuori numerosi territori.

Uno degli elementi centrali della revisione riguarda il criterio altimetrico. Dai 600 metri inizialmente indicati nella proposta precedente, il ministro è passato a proporre una soglia più bassa, prima a 350 metri e poi fino a 200 metri, ampliando in modo significativo il numero dei Comuni potenzialmente riconosciuti come montani.

Secondo la nuova classificazione, saranno considerati montani 3.715 Comuni italiani, di cui 141 in Liguria. L’accordo riguarda in particolare le modalità di prima applicazione dei criteri. Dal punto di vista istituzionale, è stata raggiunta un’intesa con Comuni e Province, mentre le Regioni si sono espresse a maggioranza favorevole, pur senza unanimità. Tuttavia, le Regioni hanno votato concordi una deroga sul termine dei 30 giorni per il passaggio in Consiglio dei Ministri, consentendo così di procedere con l’iter previsto.

Le parole di Alessandro Piana

Tutto ciò che era in carico alla Regione Liguria lo abbiamo fatto“, ha commentato l’assessore, “le varie ipotesi sono state portate avanti e i criteri sono stati condivisi insieme alle altre Regioni. È chiaro ed evidente che avremmo voluto conservare il 100% di quei comuni e magari differenziare quelli costieri, che hanno ovviamente caratteristiche, e soprattutto entrate economiche, importanti rispetto ai comuni dell’entroterra che sono rimasti fuori, a scapito proprio di alcuni comuni della costa”.

“Stiamo lavorando ancora su questo aspetto. Oggi stiamo ragionando sui criteri attuativi e stabilire quelli relativi alla montanità dei comuni a livello nazionale è uno di questi. Credo che nell’arco di quindici giorni si definirà il quadro complessivo, con il numero finale dei comuni che saranno annoverati nella norma. Come Regione Liguria abbiamo ancora margini di opportunità per andare a sanare quelle questioni che non sono state ancora risolte”, conclude.

Nel video-servizio a inizio articolo l’intervista integrale a Piana. Montaggio a cura di Anthony D’Aguì.