nico martinetto

È arrivata a Ventimiglia, improvvisa come un temporale estivo, la decisione del Tribunale di Imperia che sospende il decreto con cui il sindaco Flavio Di Muro aveva revocato Domenico “Nico” Martinetto dal consiglio di amministrazione della Fondazione Chiappori. Il provvedimento accoglie il ricorso presentato dallo stesso Martinetto, assistito dall’avvocato Tiziana Panetta.

“Una scelta che il giudice definisce, nei fatti, priva dei presupposti necessari, adottata senza rispettare lo Statuto della Fondazione e basata su un presunto venir meno del rapporto fiduciario che – secondo il Tribunale – non può essere usato come grimaldello per incidere su un ente di diritto privato. Il giudice è netto: la revoca non sta in piedi”, commenta Martinetto.

Dalla lettura del decreto emergono alcuni passaggi, spiega Martinetto: “La Fondazione Chiappori è un soggetto privato, la revoca degli amministratori può avvenire solo secondo lo Statuto, con contestazioni formali e contraddittorio, non per questioni politiche. Una forzatura evidente quella del sindaco, che ha portato il giudice a sospendere tutto prima che il CdA, presieduto da Federico Antonio, anche lui leghista, deliberasse il prossimo 9 febbraio”.

Secondo il consigliere comunale “la politica entra dove non dovrebbe. Molti cittadini lo avevano percepito: quella revoca sembrava più una ritorsione politica che un atto amministrativo. Il decreto sindacale citava un episodio di consiglio comunale in cui avevo chiesto le dimissioni del sindaco. Un dissenso politico trasformato in ‘mancanza di fiducia’. E la ‘mancanza di fiducia’ trasformata in un tentativo di rimuovere un rappresentante scomodo. Il Tribunale, con la sua decisione, rimette i paletti: le Fondazioni non sono terreno di conquista politica”.

“La sospensione non è una sentenza definitiva, ma è un segnale forte: la legge viene prima della politica, e gli incarichi non si tolgono per antipatia o convenienza o ‘lesa maestà'”, sottolinea il consigliere.

Il giudice ha fissato l’udienza per il 10 febbraio. Nel frattempo, Martinetto torna nel CdA e la Fondazione Chiappori dovrà operare con una composizione regolare.

“La città osserva. Perché questa vicenda non riguarda solo due persone: riguarda il confine tra istituzioni e potere, tra regole e prepotenza, tra rappresentanza e controllo. E quando un Tribunale deve intervenire per ricordarlo, significa che quel confine è stato superato”, conclude Martinetto.