luciano zarbano

Riceviamo e pubblichiamo di seguito la nota stampa del consigliere comunale d’opposizione a Imperia, Luciano Zarbano.

“Sta facendo discutere, in questi giorni, la notizia di “nuovi progetti di verde” a Imperia. Una visione che, almeno sulla carta, dovrebbe segnare un cambio di passo verso una cittĂ  piĂą sostenibile, piĂą vivibile e piĂą attenta all’ambiente. Ma entrando nel merito delle scelte progettuali, i dubbi superano di gran lunga le certezze.

Diversi cittadini si sono rivolti al gruppo consiliare Imperia senza Padroni per chiedere chiarimenti. Ed è proprio analizzando i dati emersi che sorgono le prime evidenti contraddizioni.

Sulla pista ciclabile è prevista la piantumazione di circa 140 cactus. Una scelta che lascia francamente perplessi. Una ciclabile, soprattutto in una città costiera come Imperia, ha bisogno di ombra, di protezione dal sole e dal calore, di un microclima più favorevole per chi la utilizza. I cactus, per loro natura, non producono ombra, non abbassano la temperatura percepita e non migliorano la fruibilità del percorso. Sono piante decorative, non funzionali. In questo contesto, appaiono come un riempitivo estetico, non come una risposta concreta alle esigenze di chi usufruisce della ciclabile.

Ancora più discutibile è il capitolo del cosiddetto “bosco urbano” sul Lungomare Vespucci. Un’espressione suggestiva, che dovrebbe richiamare immagini di alberi, ombra, biodiversità e spazi verdi fruibili. Ma il nuovo progetto revisionato è ben diverso: nella maggior parte dell’area non si parla di alberature vere e proprie, bensì di semplici aiuole, collocate laddove oggi esistono parcheggi.

Qui il problema è duplice. Da un lato, queste aiuole ridurranno lo spazio della carreggiata su una delle arterie più importanti della città, oggi fondamentale per la decongestione del traffico. Dall’altro, dal punto di vista ambientale, il loro contributo è pressoché nullo. Le aiuole non creano ombra, non incidono sul microclima, non migliorano in modo significativo la qualità dell’aria e non offrono benefici apprezzabili alla salute pubblica. Quindi, come il titolo di una nota commedia teatrale di William Shakespeare: molto rumore per nulla.

Eppure è scientificamente dimostrato che gli alberi in città svolgono un ruolo cruciale: abbassano le temperature, contrastano le isole di calore, filtrano gli inquinanti atmosferici, producono ossigeno e contribuiscono a ridurre il rischio di malattie respiratorie. Un vero bosco urbano, se progettato con criterio e collocato in aree adeguate (senza sacrificare la mobilità cittadina), potrebbe rappresentare un valore aggiunto straordinario.

Ma allora viene spontanea la domanda: perché chiamare “bosco urbano” ciò che, nei fatti, è solo una sequenza di aiuole? E perché rinunciare a spazi di mobilità e di parcheggi per interventi che non portano reali benefici né ambientali né funzionali?

La sensazione è che si stia confondendo il verde come strumento – utile, misurabile, funzionale – con il verde come slogan. Imperia ha bisogno di scelte coraggiose e coerenti, non di operazioni di facciata. Se si vuole davvero una cittĂ  piĂą green, servono alberi, ombra, progettazione intelligente e rispetto per l’equilibrio urbano (nei posti giusti). I cactus sulla ciclabile e le aiuole sul lungomare, così come concepiti, purtroppo vanno in tutt’altra direzione”.