video
play-rounded-outline
06:05

Nel cuore della fine del Settecento, l’Europa era in fibrillazione. La Rivoluzione francese non aveva solo rovesciato una monarchia, ma stava trasformando la guerra e la politica in un unico, violento laboratorio di idee e strategie. Al centro di questo terremoto stava Napoleone Bonaparte, giovane generale corso dall’ambizione smisurata. Prima che le campagne italiane lo portassero alla ribalta europea, forse la sua prima vera scuola di comando si svolse qui, nel Ponente ligure, tra cannoni, assedi e amministrazioni temporanee, in quella che oggi è la provincia di Imperia.

Le operazioni militari condotte contro il Regno di Sardegna e l’Austria che tra il 1794 e il 1795 interessarono il Ponente ligure rappresentarono gli antefatti diretti della Prima Campagna d’Italia.
Fu in questo contesto che Napoleone Bonaparte, allora giovane generale di brigata assegnato all’Armata d’Italia, elaborò e sperimentò molte di quelle strategie di movimento rapido e accerchiamento che lo avrebbero reso celebre.

1792‑1793 – L’assalto di Oneglia

Il primo grande impatto delle guerre rivoluzionarie sul Ponente ligure non fu opera di Napoleone per la verità, ma il momento segnò profondamente l’intera regione. Nell’ottobre del 1792, la città di Oneglia, allora parte del Regno di Sardegna, fu presa di mira da una flotta francese che, dopo un equivoco nei contatti preliminari sulla spiaggia di Borgo Peri, scatenò una furiosa rappresaglia navale. Secondo le cronache locali, le navi rivoluzionarie spararono circa 6.600 colpi di cannone in tre ore e mezza, di cui circa 600 caddero sulle abitazioni, in uno dei momenti più drammatici nella storia cittadina. Tre palle di piombo recuperate da quell’assedio sono ancora esposte sulle pareti della chiesa di San Giovanni a Imperia.

I francesi poi sbarcarono truppe e, dopo aver chiesto la consegna dei responsabili del conflitto, saccheggiarono la città per giorni. Le case furono devastate, le chiese depredate, e molti abitanti uccisi o costretti alla fuga verso l’entroterra.

Questo episodio non solo fu una tragedia locale, ma un primo grande banco di prova per le tecniche di assedio e di guerra della flotta rivoluzionaria, preparando il terreno agli eventi successivi.

Aprile 1794 – L’arrivo dell’Armée d’Italie

Con la campagna del 1794, le operazioni si spostarono dalla sola via mare alla grande offensiva terrestre. Il 6 aprile l’Armée d’Italie oltrepassò la frontiera. L’esercito francese, comandato dal generale Pierre Jadart Dumerbion, puntava a spezzare la resistenza austro‑sabauda. I due giovani ufficiali di punta erano André Masséna, esperto comandante di truppa, e Napoleone Bonaparte, appena nominato capo dell’artiglieria.

La strategia, elaborata con l’influenza di Bonaparte era quella di avanzare lungo la costa, catturare Oneglia e da lì proseguire verso l’interno per aggirare le linee nemiche.

27 aprile 1794: il torrente Argentina e il paio di posate

Il giovane Napoleone arrivò a Taggia alla testa dei suoi cannoni. Un improvviso nubifragio aveva reso impraticabile il ponte sul torrente Argentina e le artiglierie non potevano passare. Secondo la memoria locale, affascinante ma non attestata da documenti militari ufficiali, Bonaparte trascorse la notte nel borgo, per la precisione a Villa Spinola e, nella fretta di ripartire, dimenticò una busta con le sue posate personali, diventata nel tempo una piccola leggenda popolare.
Avevamo già trattato in passato di questo evento, nel quale pare peraltro che il futuro imperatore si sarebbe legato al dito l’opposizione del torrente Argentina alla sua volontà.

L’arrivo a Porto Maurizio

Proseguendo lungo la costa, le truppe francesi s’insediarono a Porto Maurizio. Qui Napoleone fu ospite del Palazzo Gastaldi‑Lavagna, che ancora oggi conserva nei documenti locali il nome di “stanza di Napoleone”. In seguito a questa tappa, i soldati proseguirono verso le posizioni strategiche dell’entroterra ligure e piemontese. Una lapide del villino Acquarone‑Amoretti ricorda la presenza di Bonaparte qui, prima dell’assalto al vicino Colle dei Bardellini.

Porto Maurizio fu anche luogo di osservazione e di incontro di ufficiali francesi e rappresentanti locali, in un momento in cui la guerra iniziava a trasformarsi in governo provvisorio e influenza civile.

Settembre 1794La sosta a Sanremo

Alla fine dell’estate del 1794, dopo mesi di marce e occupazioni, le truppe francesi e i loro ufficiali, tra cui Bonaparte e Masséna, sostarono a Sanremo, accolti nelle dimore delle famiglie nobili locali come i Sapia e i Borea. Una lapide innalzata in città ricorda il passaggio e l’importanza di quel momento.
Fu qui che il giovane generale, che era ancora in costruzione come figura politica oltre che militare, iniziò a confrontarsi con i nodi non solo della guerra ma della gestione del territorio.

Perinaldo

Nel corso del 1794, Napoleone fece anche a Perinaldo, borgo dell’entroterra noto per la tradizione scientifica legata a Giandomenico Cassini. Qui il giovane comandante incontrò rappresentanti locali e, in seguito alla riorganizzazione amministrativa francese del territorio ligure, vi fece spostare il capoluogo di cantone, i precedenza situato a Dolceacqua.

L’eredità amministrativa e sociale nel Ponente

L’arrivo di Bonaparte e dell’Armée d’Italie portò con sé cambiamenti radicali nell’amministrazione, nell’economia e nella vita quotidiana.
Prima fra tutte la riorganizzazione amministrativa, con la creazione dei cantoni e l’introduzione di nuove strutture giuridico‑amministrative. Tutte cose che collocarono la Liguria di ponente dentro un sistema moderno di governi locali.

Cambiamenti interessarono anche le vie di comunicazione: furono avviati o ampliati importanti collegamenti stradali, tra cui la strada del Colle di Nava e la sistemazione del Colle di Tenda, fondamentali per il rapido movimento delle truppe e successivamente per il commercio.

Curiosamente, uno degli aspetti più duraturi del passaggio di Napoleone a queste latitudini fu la diffusione della coltivazione della patata nel Ponente ligure, che venne prima introdotta come alimento delle truppe e poi adottata progressivamente dalla popolazione contadina dopo il 1796.
Fu una novità importante per l’agricoltura locale in quanto la patata contribuì a mitigare carestie e crisi alimentare.
Questo fenomeno è documentato nelle cronache agrarie del periodo e nei listini commerciali già negli anni successivi all’occupazione francese.

Verso la Prima Campagna d’Italia

Sarà poi la battaglia di Loano, nel novembre 1795 a consolidare il controllo francese sulla riviera di ponente e a preparare il terreno alla Campagna d’Italia.
La conquista di Oneglia, il controllo dei valichi alpini, le manovre nell’entroterra tra Roja, Nervia e Tanaro e la tenuta del fronte costiero dopo la battaglia di Loano permisero all’esercito francese di uscire da una situazione di stallo e di assumere una posizione strategica decisiva, nonostante le continue incertezze politiche e i cambiamenti di potere che in quegli stessi mesi scuotevano Parigi.

Quando nel marzo del 1796 Napoleone ottenne il comando dell’Armata d’Italia, la strada verso il Piemonte e la pianura padana era già stata aperta proprio grazie alle campagne combattute in Liguria.