Il Consiglio dei Ministri ha fissato per sabato 22 e domenica 23 marzo le date del referendum confermativo sulla riforma costituzionale che introduce la separazione delle carriere dei magistrati.
Si tratta di una consultazione per la quale non è previsto il quorum: il risultato sarà dunque valido a prescindere dalla percentuale di affluenza alle urne.
In vista dell’appuntamento referendario, il coordinamento provinciale di Forza Italia ribadisce le ragioni del proprio sostegno al “sì”, sottolineando come la riforma rappresenti un passaggio fondamentale per il rafforzamento delle garanzie nel sistema giudiziario.
Secondo Forza Italia, la separazione delle carriere consente:
- una maggiore imparzialità e terzietà del giudice, con un conseguente aumento della fiducia dei cittadini nella giustizia;
- una più effettiva parità tra accusa e difesa nel processo penale;
- una maggiore indipendenza della magistratura dalla politica, attraverso il ridimensionamento del peso delle correnti interne;
- una più netta specializzazione dei ruoli, con pubblici ministeri concentrati sull’attività investigativa e giudici esclusivamente sulla funzione decisionale;
- un allineamento dell’Italia ai principali ordinamenti giudiziari europei, come Francia, Germania, Spagna e Regno Unito, dove le carriere di giudici e pubblici ministeri sono già strutturalmente separate.
“La riforma della giustizia è da sempre una delle battaglie storiche di Forza Italia”, spiega il coordinamento provinciale. “Tuttavia, riteniamo che l’impegno per il ‘Sì’ non debba rivolgersi esclusivamente agli elettori di Forza Italia, ma debba estendersi all’intera comunità, coinvolgendo tutte le parti politiche. Non una battaglia di partito, ma un impegno trasversale per costruire un sistema giudiziario più moderno, equo e realmente garantista”.
I rappresentanti provinciali di Forza Italia invitano la cittadinanza al gazebo informativo che sarà allestito sabato 24 gennaio a Sanremo, all’incrocio tra via Escoffier e via Matteotti, dalle 9.00 alle 12.30. “Sarà l’occasione per un confronto aperto sul referendum”, dichiarano.








