deborah bellotti

Il percorso di recupero dell’area ex-Sairo a Imperia continua a far discutere. A intervenire è Deborah Bellotti, consigliera comunale del Partito Democratico, che ripercorre le tappe di un progetto definito “tortuoso e complesso”, segnato da “diverse modifiche e da un incremento di costi, legati anche alle maggiori spese per la bonifica dell’area”.

La consigliera ricorda come solo pochi mesi fa, nel marzo 2025, l’intervento fosse stato presentato con una forte impronta sociale: “Si valutava un mix di spazi residenziali, sociali e ricreativi in grado di ospitare associazioni sportive e culturali, aree di co-working e co-learning, residenze temporanee per giovani studenti e sportivi, alloggi di edilizia sociale agevolata”.

A distanza di pochi mesi, però, il progetto è stato rimodulato. “La revisione, dovuta a forti ritardi nel progetto, ha comportato, oltre alla realizzazione di palestra, parcheggi e aree a verde, la rinuncia a due palazzine residenziali e a 12 alloggi inizialmente previsti”, sottolinea Bellotti. Alloggi che, secondo l’amministrazione, “verranno realizzati in altre zone della città”, ma senza indicazioni concrete su tempi, luoghi e risorse.

Al posto delle residenze è prevista la realizzazione di un ostello sportivo, destinato ad atleti e giovani impegnati in competizioni nautiche, con mini-appartamenti dotati di angolo cottura per quattro persone, per un totale di 25 posti letto.

Pur riconoscendo alcuni aspetti positivi dell’intervento, la consigliera dem evidenzia le criticità: “Consideriamo l’intervento comunque positivo perché riqualifica un’area con gravi problemi ambientali, recuperando spazi per la socialità e il verde attrezzato”. Tuttavia, Bellotti richiama gli obiettivi originari del programma nazionale: “Il programma ‘Qualità dell’abitare’ aveva come obiettivo prioritario e dichiarato la riduzione del disagio abitativo attraverso l’aumento del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, utilizzando la rigenerazione urbana come strumento e non come fine in sé”.

La scelta dell’ostello non viene contestata in sé, ma nel contesto complessivo: “La scelta di un ostello o foresteria per atleti non è né scorretta né contraria alla filosofia del piano, ma lo stralcio integrale degli spazi di edilizia residenziale pubblica, a seguito di forti ritardi per una gestione del progetto tutt’altro che oculata, si allontana radicalmente dal fabbisogno sociale cittadino”.

Bellotti porta poi esempi di altri interventi finanziati dallo stesso piano in Liguria e in Italia, dove la rigenerazione urbana è stata accompagnata da un incremento di alloggi per le fasce più fragili: Genova con le dighe di Begato, Sarzana, Sanremo, ma anche città come Milano, Torino, Firenze e Bologna.

“Ci chiediamo quindi dove e con che fondi verranno recuperati i 12 alloggi previsti e stralciati dal progetto, soprattutto in una città ad alta tensione abitativa”, afferma la consigliera, ricordando anche l’impegno di ARTE nell’acquisto di immobili di edilizia pubblica e il forte fabbisogno delle famiglie in difficoltà.

La riflessione finale è affidata a parole particolarmente dure: “Fornire alloggio agli atleti è certamente importante, ma appare quasi una beffa quando si utilizzano milioni di euro di risorse pubbliche formalmente destinate al diritto all’abitare”. E conclude: “Il tutto in una città in cui associazioni di volontariato suppliscono quotidianamente alle carenze delle istituzioni, distribuendo migliaia di pasti a persone senza fissa dimora, costrette a vivere nelle proprie automobili, ai margini dello spazio urbano e dello sguardo collettivo, e che scegliamo deliberatamente di ignorare”.