Questo pomeriggio, al cimitero di Porto Maurizio a Imperia, si è svolta la tradizionale commemorazione in ricordo di Nino Lamboglia, a 49 anni dalla sua tragica morte. L’iniziativa è stata organizzata dalla Sezione di Imperia dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri (IISL), che ogni anno rende omaggio al suo fondatore, nato a Porto Maurizio il 7 agosto 1912 e scomparso il 10 gennaio 1977. Come ogni anno sulla tomba un mazzo di rose (fiori preferiti da Lamboglia) e la targa Premio San Leonardo 2019.
La cerimonia si è tenuta presso la tomba della famiglia materna Federici, dove Lamboglia è sepolto. Il momento commemorativo è stato aperto dalla benedizione della tomba e da un momento di preghiera guidato da Padre Francesco, Parroco dei Giuseppini. A seguire, un ricordo personale è stato affidato alla professoressa Giannina Borelli Comandi, componente del Comitato Direttivo della Sezione Intemelia dell’IISL e attuale presidente dell’Unitre Intemelia. A portare i saluti anche Daniela Gandolfi, direttrice dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri.
Giannina Borelli Comandi ha dichiarato: “Lamboglia ha lasciato un’eredità di affetti, conoscenza ed esempio. Mi commuove essere qui, proprio oggi, per ricordarlo. Lo ricordo come un maestro, mite, di poche parole, rigoroso e preciso. Uomo infaticabile, non c’era pausa, lavorava dall’alba al tramonto e trasmetteva entusiasmo e passione. Occhi vivaci, pensieri trasparenti sulla comunità e progresso. Sicuramente vorrebbe bellezza e armonia per le nuove generazioni“.
Nino Lamboglia
Nino Lamboglia è considerato uno dei pionieri dell’archeologia marittima, non solo in Italia ma a livello internazionale. Nato alla Marina di Imperia nel 1912, morì in circostanze tragiche nel porto di Genova, finendo in mare con la sua auto mentre tentava di raggiungere la rampa di accesso a un traghetto. (In allegato il nostro servizio di approfondimento sulla figura di Lamboglia).
Le parole di Gabriella Stabile Re
A ricordarlo Gabriella Stabile Re, presidente della Sezione di Imperia dell’IISL: “Per noi è un dovere ricordare Lamboglia. Il nostro obiettivo è ricordarlo non solo come grande studioso, ma come immenso uomo. Lo facciamo con piccoli aneddoti per ricostruire il ricordo di quest’uomo. La sua casa natale è qui, a Borgo Marina, e la sua tomba si trova a Porto Maurizio. È una figura fondamentale per la nostra città e per l’archeologia ligure e internazionale. Al momento della sua morte aveva 65 anni e oltre 900 pubblicazioni alle spalle. Era un uomo instancabile, un vero genio dell’archeologia, che avrebbe potuto dare ancora molto alla ricerca. Mi fa piacere esporre la targa del premio San Leonardo, consegnato postumo”.
Dal 2007, in occasione dell’anniversario della scomparsa, il Centro Studi Liguri organizza ogni anno un momento di ricordo con racconti, testimonianze e aneddoti di chi ha conosciuto Lamboglia o ne porta avanti l’eredità scientifica.




