“Quanto emerso nellâultima Commissione SanitĂ conferma ancora una volta lâinefficacia di Alisa. Dopo dieci anni, ci troviamo di fronte a cinque ASL che operano in completa autonomia, ognuna con un proprio approccio alla gestione sanitaria. Ă lâevidente dimostrazione che Alisa non ha mai esercitato il ruolo di coordinamento che le era stato assegnato, con il pieno sostegno del centrodestra. Un fallimento su tutta la linea.
Nel corso delle audizioni Ăš emerso chiaramente che ogni ASL sta tentando in modo indipendente di affrontare il tema dellâinappropriatezza prescrittiva. Una problematica complessa, in cui troppo spesso i medici di medicina generale vengono additati come capro espiatorio. In realtĂ , secondo unâanalisi condotta da ASL 2, nel 40% dei casi si tratta semplicemente di trascrizioni di prescrizioni fornite dagli specialisti. Un dato che ridimensiona molte delle accuse rivolte ai medici di base e che conferma lâurgenza di un coordinamento centralizzato, capace di intervenire sulle reali criticitĂ del sistema.
Ci chiediamo: comâĂš possibile che, in una regione con meno di due milioni di abitanti, si registrino approcci cosĂŹ difformi? Non câĂš stata alcuna standardizzazione dei processi. Addirittura, ogni ASL utilizza un software diverso per la gestione delle prescrizioni. Un’anomalia che ha evidenti ricadute sul servizio offerto ai cittadini.
Anche sul tema delle liste dâattesa, la giunta Bucci â in continuitĂ con la precedente â continua a ricorrere allâacquisto di prestazioni dal privato. Eppure, quanto emerso in Commissione SanitĂ evidenzia che lâinappropriatezza prescrittiva oscilla, a seconda dellâambito, tra il 10% e il 30%. PerchĂ© Alisa, in tutti questi anni, non ha definito linee guida comuni per tutte le ASL?
PiĂč analizziamo il nostro sistema sanitario, piĂč appare evidente lâinadeguatezza strutturale di Alisa. Per questo motivo ribadiamo con forza la nostra richiesta di chiusura dellâAgenzia. Non serve una riorganizzazione, come vorrebbe la destra: serve un cambio di rotta. Alisa non ha portato coordinamento, ma solo confusione”, dichiara Enrico Ioculano, consigliere regionale del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione SanitĂ .








