60 anni di carriera: un caso unico quello dei Pooh, non solo nel panorama nazionale ma in quello mondiale. “60 anni sono veramente una vita, anzi due. Anni importanti anche grazie a Sanremo, come nel 1990, alcuni anni dopo con Pippo Baudo, la reunion del 20216 con Conti, nel 2023 con Amadeus, il Festival è sempre stato qualcosa di molto importante. Dentro questi 60 anni c’è tanta amicizia, vita, musica, 80 milioni di dischi venduti; abbiamo dedicato l’intera nostra vita al lavoro, siamo stati più sul palco tra di noi che con le nostre famiglie”.
Sul concerto di stasera parecchio emozionante iniziare il sessantennale in piazza a Sanremo, apriamo alla grandissima”. Una band con una produzione varia, con diverse fasi, che saranno tutte onorate: “400 brani incisi, abbiamo inserito dei brani che sono stati un po’ dimenticasti strada facendo o per cercare di fare qualcosa di un po’ diverso, abbiamo sempre avuto questo problema non di cosa portare sul palco, ma di cosa lasciare a casa”.
“Nel ’90 quando abbiamo vinto il festival di Arma di Taggia, si sapeva che avevi vinto prima di andare a cantare, siamo saliti sul letto, abbiamo fatto un salto e l’abbiamo sfondato. Quella volta un pipistrello si poggiò sulla spalla di Red Canzian e venne cacciato a bacchettate da Stefano D’Orazio, dopodiché vincemmo il Festival, nessuno deve azzardarsi a dire che portino sfiga”.










