porto oneglia

Ricordare l’eroico disinnesco delle mine del 24 aprile 1945 e rendere omaggio a chi contribuì a salvare il porto e la città dalla distruzione. È questo l’obiettivo della mozione presentata dal consigliere comunale Ivan Bracco, primo firmatario, insieme alle consigliere del Partito Democratico Loredana Moddafari e Daniela Bozzano e a Lucio Sardi di Alleanza Verdi e Sinistra. La proposta prevede l’installazione di due targhe commemorative a Calata Cuneo, a Oneglia, e a Calata Anselmi, a Porto Maurizio.

L’iniziativa punta a preservare la memoria di una pagina significativa della storia cittadina e si inserisce nel contesto dell’avvio, il 28 settembre 2026, dei lavori di restauro e riqualificazione dei portici di Calata Cuneo. Secondo i consiglieri, il cantiere rappresenta un’occasione per ricordare pubblicamente gli eventi che, nelle ore decisive della Liberazione, evitarono la distruzione delle infrastrutture portuali e di vaste aree urbane.

Nelle ultime settimane della Seconda guerra mondiale, l’esercito tedesco in ritirata aveva infatti predisposto una serie di cariche esplosive lungo la costa. A Oneglia erano stati collocati 28.500 chilogrammi di tritolo, pronti a distruggere il porto e l’area di via Des Geneys. A Porto Maurizio, invece, 328 cariche esplosive minacciavano la banchina di Calata Anselmi, i moli e la Marina.

La catastrofe fu scongiurata la sera del 24 aprile 1945. A Oneglia, intorno alle 21, l’intervento dei militanti delle Squadre di azione patriottica (SAP), in coordinamento con la Resistenza, e la mediazione di Giacomo Gobbi, titolare del Bar Ligure, contribuirono a convincere il comando tedesco a disinnescare gli esplosivi. A Porto Maurizio, già intorno alle 19, il coraggio del sappista Francesco Berardi e l’intervento della rete del Comitato di liberazione nazionale (CLN) permisero di ottenere la disattivazione delle mine, salvando lo scalo e il borgo marinaro.

“La salvezza delle nostre infrastrutture portuali, sebbene meno nota di altre battaglie campali, fu l’atto fondamentale che permise la rinascita economica, sociale e morale di Imperia dopo la Liberazione”, spiegano i consiglieri Bracco, Moddafari, Bozzano e Sardi.

“Ricordare quei fatti è un dovere morale di riconoscenza e deferenza per chi seppe rischiare la propria vita per il futuro di tutti”, aggiungono i firmatari della proposta.

La mozione, depositata ai sensi dell’articolo 52 del Regolamento del Consiglio comunale, impegna l’amministrazione ad avviare l’iter previsto per l’installazione delle due targhe commemorative. Il testo prevede inoltre il coinvolgimento dell’Istituto storico della Resistenza e delle associazioni partigiane, affinché le iscrizioni e i nomi dei patrioti coinvolti siano sottoposti a una verifica storica.

L’obiettivo è restituire visibilità a una vicenda che contribuì a preservare il patrimonio portuale e urbano di Imperia, assicurando anche il massimo risalto pubblico alla futura cerimonia di scopertura delle targhe.