“Lo scandalo”, l’inchiesta, gli interrogatori in corso a Palermo del giudice Giuseppe Zampino, per presunta corruzione (una tangente da 147 mila euro) nei confronti dei manager Giuseppe “Pino” Argirò (sanremese), Marco Malacarne Gentile, entrambi al vertice dell’importante e solida societĂ CVA (Compagnia Valdostana delle Acque), del big politico Gaetano Armao, ex presidente della Regione Sicilia ed attuale capo della Commissione tecnica specialistica della Trinacria, del suo amico avvocato Luigi Matta ed altri personaggi di spessore non devono aver fatto dormire sonni tranquilli all’ex Presidente del Senato Renato Schifani, attuale Presidente della Regione Sicilia. Da Roma, infatti, parecchi big volevano, per motivi politici, le sue dimissioni. Si dice, per un breve periodo, anche lo stesso Ministro degli Esteri e del suo stesso partito, Antonio Tajani.
Dopo incontri romani, conclusi ieri o pochi giorni fa e la netta, legittima, ferrea volontĂ a continuare sino a fine mandato, (ancora un anno) Schifani, fedele a Forza Italia, resta al suo posto, “patron” politico-amministrativo dell’isola e Palermo dov’è nato 76 anni fa.
Per tutta la giornata sono continuati gli interrogatori delle persone coinvolte. Gli avvocati Zancla e Matta si sono avvalsi della facoltĂ di non rispondere alle domande del Gip dott. Zampino. L’ex Presidente della Regione, Gaetano Armao (per lui è stata chiesta la custodia cautelare in carcere) ha dichiarato “Le cose certamente non stanno come le prospetta la Procura”. Ha ragione Pauline Kael che dice: “Un errore di giudizio non è fatale, ma troppa ansietĂ sul giudizio sì”?





