Nel pomeriggio di oggi nella Sala Roof del Teatro Ariston di Sanremo, Alex Baudo ha presentato il suo libro “Papà, un amico di famiglia”, pubblicato da Giunti Editore.
Al centro della presentazione c’è naturalmente la storia del rapporto tra Alex e il padre, Pippo Baudo, ma anche quella di una famiglia e di una verità scoperta soltanto in età adulta.
Per gran parte della sua infanzia Alex aveva infatti creduto che suo padre fosse Tullio Formosa, marito della madre Marinella Adinolfi. Soltanto all’età di 30 anni aveva scoperto che l’uomo che conosceva da sempre come figura paterna era in realtà il suo padre biologico.
Da quella scoperta era iniziato un nuovo percorso, culminato nel riconoscimento ufficiale e in un rapporto più stretto con Pippo Baudo.
L’incontro è stato organizzato da Nadia Schiavini, Mondadori Bookstore Imperia e Libreria Garibaldi Sanremo, insieme a Giunti Editore e in collaborazione con il Teatro Ariston.
Il libro nasce anche dalla volontà di mettere ordine nella storia e chiarire alcuni aspetti rimasti a lungo poco conosciuti.
“Io ho cominciato a scrivere questo libro dopo che lui se ne andò, proprio perché volevo rimettere tante cose che la gente non sapeva.” ha raccontato prima della presentazione Alex Baudo. “Ho raccolto un sacco di puntini interrogativi che la gente doveva capire e sapere la verità di come io sono nato e come sono venuto fuori, perché c’era molta confusione e quindi una volta per tutte la gente lo sa e è tranquillo”.
“Già sapevo abbastanza per andare avanti, forse l’unica cosa che ho fatto un pochino di fatica è di incominciarlo, ma una volta che si incomincia è come poi andare in bicicletta, quindi la ruota cammina”, ha spiegato.
La presentazione all’Ariston ha assunto un significato particolare anche, naturalmente, per il legame tra Pippo Baudo e il teatro sanremese e al festival, che ha presentato per 13 volte e rendendo a lungo l’Ariston è stato uno dei luoghi principali della sua attività televisiva.
A sottolineare il significato dell’appuntamento è stato anche il proprietario del teatro Walter Vacchino.
“Il motivo per cui noi siamo qui è questo” dice Vachino “cioè voler dare l’opportunità di far conoscere meglio quelle che sono le persone. Perché attraverso Alex uno può capire Baudo e forse attraverso Baudo uno può anche capire quello che possono essere i rapporti tra padre e figlio e soprattutto situazioni che rappresentano il nostro mondo, il mondo più variegato”.
Un’iniziativa che si inserisce inoltre nel percorso di collaborazione tra l’Ariston e le librerie, con l’obiettivo di portare nel teatro non soltanto spettacoli ma anche libri, incontri e occasioni di confronto.
“Secondo me è quello che tutti noi cerchiamo in questi anni di cercare di essere uniti e creare delle comunità. Un libro, un teatro è il miglior modo per stare insieme” dice Nadia Schiavini. “e condividere la vita e i propri momenti liberi e quindi questo è quello che a me piace fare, portare fuori dalla libreria i libri insieme agli scrittori e andare a scoprire tutto quello che c’è dietro a ogni libro, a ogni stesura di libri e scoprire le vite degli altri”.
La storia raccontata da Alex Baudo è stata quindi anche l’occasione per affrontare il tema dell’identità e dei legami familiari, attraverso una vicenda personale che per molti anni ha avuto una parte rimasta nascosta. Un ritratto di Pippo Baudo diverso da quello conosciuto dal grande pubblico, raccontato attraverso gli occhi del figlio e attraverso la dimensione privata di un rapporto costruito nel tempo.
L’appuntamento si è inserito nel format “Aperitivi all’Ariston”, dedicato agli incontri con autori e protagonisti del mondo della cultura. Un progetto che nelle scorse settimane aveva già portato nella Sala Roof la scrittrice Laura Imai Messina, con un incontro dedicato alla letteratura e al Giappone.
L’appuntamento è poi terminato con un rinfresco conviviale press il bar del roof.







