L’emergenza abitativa è una questione sempre più sentita anche in provincia di Imperia, dove la scarsità di alloggi disponibili e il costo degli affitti rendono difficile trovare casa, non soltanto per le famiglie, ma anche per chi si trasferisce per motivi di lavoro. A evidenziare il problema ai nostri microfoni è Davide Trevia, presidente di Federalberghi provincia di Imperia e Golfo Dianese.
Emergenza abitativa: le parole di Davide Trevia
“Esiste un’emergenza abitativa dappertutto e anche da noi”, ha sottolineato Davide Trevia. “Analizzando la situazione ci si rende conto che, per esempio, non c’è un nostro collaboratore che viva a Diano Marina o San Bartolomeo al Mare. Sono costretti ad arrivare tutti i giorni dall’entroterra di Imperia”.
Una situazione che, secondo il presidente di Federalberghi, è legata anche alla forte presenza di seconde case e alloggi destinati agli affitti brevi. “La domanda è tantissima, l’offerta è poca e quei pochi appartamenti rimasti sul mercato per un affitto 4+4 hanno prezzi incredibili”, ha osservato.
Le conseguenze ricadono anche sulle attività economiche, che incontrano difficoltà nell’assumere personale proveniente da fuori zona. “Se il 30-40% dello stipendio va a finire in un affitto, i ragazzi giustamente non riescono a trasferirsi”, ha spiegato.
La proposta: alberghi dismessi da trasformare in alloggi a prezzi calmierati
Tra le possibili soluzioni, Trevia propone di valutare lo svincolo alberghiero per le strutture che, per diverse ragioni, non riescono più a rimanere sul mercato, anche perché non sono in grado di offrire i servizi oggi richiesti dagli ospiti. L’obiettivo, tuttavia, è evitare che la trasformazione degli alberghi si traduca in nuove operazioni speculative o nella creazione di appartamenti destinati ancora una volta agli affitti brevi.
“Non vogliamo che questo svincolo sia a favore semplicemente di una speculazione immobiliare e poi per fare appartamenti che vengono adibiti ad affitti brevi”, ha precisato il presidente di Federalberghi. La proposta è invece quella di valutare la possibilità di destinare gli immobili a locazioni a prezzi calmierati, rivolte a chi ha bisogno di una sistemazione stabile. “Potremmo avvantaggiare studenti, famiglie che vogliono trasferirsi, professori che vengono trasferiti, dottori, infermieri. Ci sono tantissime persone che necessitano di un alloggio, è necessario studiare qualcosa“, ha affermato.
Trevia ribadisce che lo svincolo non dovrebbe essere generalizzato, ma riservato alle strutture che possiedono i requisiti per ottenerlo. La questione riguarda l’intero territorio provinciale. “È un problema troppo sentito e dobbiamo metterci mano”, ha aggiunto, criticando un modello che vede numerosi appartamenti occupati soltanto nei mesi estivi, con le tapparelle abbassate per gran parte dell’anno.
Imperia: nuove opportunità per l’accoglienza
Nel corso dell’intervista abbiamo parlato anche delle prospettive legate allo sviluppo della cittadella dello sport a Imperia, in un contesto che comprende la piscina, diventata centro federale, e il futuro sviluppo del campo di atletica.
Per Trevia si tratta di un progetto dalle grandi potenzialità, anche in termini di visibilità e organizzazione di competizioni sportive. La possibilità di ospitare atleti e sportivi potrebbe infatti rappresentare un’opportunità per il territorio. “È un bellissimo progetto che apre potenzialità enormi per la nostra città, sia come visibilità sia per i trofei che si potrebbero organizzare”, ha affermato.
Affitti brevi e sfratti: “Bisogna tornare al classico 4+4”
Il problema degli affitti non riguarda soltanto la provincia di Imperia. Il fenomeno interessa anche grandi città come Milano, Torino, Genova, Napoli e Firenze, dove, secondo il presidente di Federalberghi, una parte dei centri storici è sempre più orientata verso l’accoglienza turistica, a discapito delle locazioni residenziali.
Tra gli interventi da valutare, Trevia indica anche la necessità di rendere più snelle le procedure di sfratto. Il timore dei proprietari di ritrovarsi con inquilini morosi, sostiene, contribuisce a spingere verso gli affitti brevi, considerati più remunerativi e meno rischiosi. “Molti proprietari sono terrorizzati dal mettersi in casa gente che poi non paga e quindi preferiscono optare per gli affitti brevi”, ha osservato, richiamando anche l’aumento della cedolare secca per le locazioni brevi relative al secondo appartamento, dal 21% al 26%.
La conclusione è un appello a intervenire sul mercato delle locazioni residenziali: “Dobbiamo ritornare al classico 4+4 e avere la certezza che, se l’inquilino non paga, possa essere messo fuori in breve tempo”. L’obiettivo, per Trevia, è individuare soluzioni condivise tra istituzioni e operatori economici per aumentare la disponibilità di alloggi a lungo termine e consentire a lavoratori, famiglie e professionisti di vivere stabilmente nel territorio.
Nel video-servizio a inizio articolo l’intervista integrale a Trevia.







