Da tempo, la strategia turistica di lungo corso di Sanremo è improntata alla ricerca della destagionalizzazione.
Un tema spesso promosso a livello amministrativo in tutta la provincia, che trova nella Città dei Fiori un esempio consolidato, anche nell’immaginario che caratterizza la città dal secondo dopoguerra.
Al netto dell’estate, alta stagione per eccellenza, è infatti molto facile associare a ogni stagione un evento “classico” di ampio respiro, anche nazionale.
All’inverno post-natalizio viene associato inevitabilmente il Festival della Canzone Italiana. Qualche mese dopo arriva la Milano-Sanremo, non per niente nota come la “Classicissima di Primavera”.
E poi c’è l’autunno, che rappresenta un caso diverso dagli altri. Benché anche questa stagione possa contare su appuntamenti di grande rilievo, a partire dal Premio Tenco, che tornerà nei prossimi giorni, nel percorso di destagionalizzazione rappresenta spesso il periodo che passa più in sordina rispetto agli altri e, di conseguenza, anche un terreno sul quale esistono forse i più ampi margini di crescita.
Il cambiamento climatico e i turisti stranieri
Ci sono anche però da tenere in conto fattori di contesto più recenti. L’assessore al Turismo e alle Manifestazioni Alessandro Sindoni fa notare come, ad esempio, anche le caratteristiche dell’autunno sanremese stiano mutando, complice un clima che tende a prolungare le condizioni favorevoli alla presenza turistica marittima.
“Sanremo ha una peculiarità grandissima che è questo clima eccezionale”, osserva Sindoni. “Un elemento che deve essere considerato anche nella programmazione turistica. Ieri c’erano 30 gradi a Pian di Poma e San Romolo si è tenuta la castagnata in un clima fortemente anomalo se pensiamo a quello che rappresentava l’autunno, ossia i primi freddi. Diciamo che si è spostato sempre più in avanti”.
Una trasformazione che, dal punto di vista turistico, può diventare un’opportunità, ma che richiede anche di ripensare la programmazione.
“Quello che notiamo è che la gente in questi periodi, soprattutto i turisti stranieri, apprezzano questo periodo”, spiega l’assessore.
A confermare questa tendenza, Sindoni cita anche una comunicazione ricevuta recentemente da una struttura alberghiera cittadina: “Questo weekend non c’era un italiano, a camere piene. Non c’era neanche un italiano”.
A incidere sui flussi non sarebbe però naturalmente soltanto il clima.
“Ci sono anche dei trend scolastici di ferie di altre nazioni europee che non combaciano con le nostre”, spiega. “Quindi noi dobbiamo capire questi flussi e programmare secondo quelle che sono le nuove ripercussioni climatiche. Una stagione estiva che si prolunga diventa completamente diversa tra settembre e ottobre e fine ottobre e novembre, inserendo ad esempio tipi di eventi che sono legati al mondo enogastronomico. C’è uno studio e c’è comunque un cambiamento che noi dobbiamo sapere affrontare”.
Nel video servizio a inizio articolo l’intervista completa all’assessore Sindoni.







