Entrando dalla porta principale si rimane estasiati dall’immensità del mare.

La terrazza del Forte dell’Annunziata è già un motivo valido e sufficiente per visitare questo luogo fondamentale per la storia di Ventimiglia e di tutto il Ponente ligure.

Costruito tra il 1831 e il 1836, a seguito degli accordi di Vienna intrapresi dal Regno Sabaudo con l’Austria, il forte aveva il compito di controllare e militarizzare il confine con la Francia.

Durante la progettazione, venne mandato a Ventimiglia un irrequieto e giovane Camillo Benso conte di Cavour. Nel suo epistolario, racconta la sua residenza, parla del buon cibo e delle belle donne incontrate durante i due anni di servizio nel genio militare.

Nel 1884 il forte viene declassato a caserma e nel 1943 fu occupato dalle truppe tedesche fino alla Liberazione. Venne poi abbandonato.

Dal 1989 è sede del MAR, il Museo Civico Archeologico Girolamo Rossi, una delle più prestigiose strutture espositive di tutta la Liguria.

Il dott. Marco Piuma, uno dei responsabili del MAR, ci porta alla scoperta di questa incantevole fortificazione e della sua storia; accompagnandoci in un percorso tra i reperti più importanti fino ad arrivare al simbolo stesso del Museo: la coppa in vetro con ictiocentauro.

Ritrovata dallo stesso Girolamo Rossi, appassionato archeologo di Ventimiglia, è un manufatto unico e dall’importanza storica ineguagliabile.  Fu, infatti, realizzato con una tecnica rarissima “conosciuta soltanto verso la fine del II secolo d.C. e gli inizi del III secolo d.C.,” spiega Piuma.

Questa tecnica di incisione complicata, sopratutto per l’epoca, sparì completamente durante il 300 d.C.

Bisogna aspettare fino alla fine del XIX secolo per ritrovare oggetti in vetro lavorati nella stessa maniera.

Coppa in vetro con ictiocentauro